mercoledì 13 novembre 2019

CONVEGNO CULTURALE A FIRENZE: UNIVERSITÀ POPOLARE DEGLI STUDI DI MILANO

Sabato 26 ottobre si è svolto l’evento culturale annuale universitario dell'Università Popolare degli Studi di Milano, Università di Diritto Internazionale.




La Cultura universitaria come elemento propulsivo di opportunità  e, nello specifico, della coesione tra i popolo: questo è il messaggio che ha voluto dare l'Università Popolare di Milano accogliendo l’elemento cardine su cui ha ruotato un ricco programma di interventi.

giovedì 22 agosto 2019

UNIVERSITA POPOLARE DEGLI STUDI DI MILANO: STUDIARE ONLINE È POSSIBILE

Studiare online è possibile, ma non bisogna aver fretta di frequentare le lezioni. È prima necessario comprendere bene cosa si vuole studiare e come, dato che esistono due macro categorie di corsi online: i MOOC e i corsi di laurea online. In MOOC (Massive Open Online Courses) sono corsi erogati, sia a pagamento sia gratuitamente, da numerose piattaforme che consentono di studiare pressoché qualunque argomento, in alcuni casi anche seguendo le lezioni di professori universitari e premi Nobel. I corsi di laurea online invece, se legalmente riconosciuti, sono equivalenti alle lauree tradizionali, ma senza la necessità di recarsi in aula per studiare.



UNIVERSITÀ POPOLARE DEGLI STUDI DI MILANO
Università di Diritto Internazionale

L’Università Popolare degli Studi di Milano -  Università di Diritto Internazionale è regolarmente iscritta all’Anagrafe Nazionale delle Ricerche n° 58241FKL M.I.U.R. Membro della Confederazione Nazionale delle Università Popolari Italiane (Personalità Giuridica D.M. Università del 21/05/1991 – Gazzetta Ufficiale del 30/08/1991 n°203 anno 132°).


Autorizzata il 14.10.2011 (Roma), con presa d’atto Ministeriale, prot. 313, MIUR Ministero dell’Istruzione – Università – Ricerca; Trastevere 76/A – 00153 Roma, F.to., il sottosegretario del MIUR Senatore Guido Viceconte per rilasciare i titoli accademici e con approfondimento di presa d’atto del 14.10.2011 a cura della segreteria Tecnica del Sottosegretario Senatore Guido Vice- conte prof. Roberto Leoni; Dirigente Tecnico -a r. – Consulente che conferma la piena capacità giuridica di svolgere la formazione e rilasciare titoli accademici con valore legale (in virtù di sede della UUPN) in conformità della Convenzione di Lisbona (25-7-2002 supplemento ordinario della gazzetta ufficiale serie generale n.173) Lisbona 11 aprile 1997 “ Convenzione sul riconoscimento dei titoli di studio relativi all’insegnamento superiore nella regione europea” in virtù e rispetto della convenzione.

L’Università Popolare (internazionale) degli Studi di Milano ha voluto proprio per estrema trasparenza pubblicare tutti gli atti che confermano il riconoscimento ufficiale da parte del MIUR, e anche da parte di Albi particolari ai quali chi si laurea presso questo ente può accedere. Li trovate qui.


UN LIBRO SULL'ERRORE GIUDIZIARIO

"La falsa giustizia": è  il  titolo del libro della Professoressa Maria Gaia Pensieri, docente di sociologia presso l'Università Popolare degli Studi di Milano -  Università di Diritto Internazionale 



Scritto a quattro mani con il Generale Luciano Garofano  il libro tratta il tema dell’errore giudiziario.


Maria Gaia Pensieri è docente presso l'Università Popolare degli Studi di Milano, Università di Diritto Internazionale, ed è direttrice responsabile dell'area formazione e ricerca dell'Accademia italiana delle Scienze Criminologiche e Investigative (AISCI). Laureata in Scienze per l'investigazione e la sicurezza e in Ricerca sociale per la sicurezza interna ed esterna, ha conseguito i master in Antropologia filosofica e forense, criminologia e tecniche investigative avanzate e in Scienze Criminologiche-forensi. È dottore di Ricerca in scienze umane e sociali a indirizzo criminologo. Attiva sui temi della violenza di genere, del bullismo e del cyberbullismo, ha firmato diverse pubblicazioni ed è socia della Società italiana di criminologia (sic) e dell'Accademia italiana di Scienze Forensi (Acisf). È colorata in Penelope (S)comparsi Uniti. 

Perché la scelta di questo titolo La falsa giustizia?


Parafrasando Platone la giustizia è un principio immanente che armonizza le varie classi dello Stato nell’attività e funzionamento del tutto, realizzando ordine, armonia e unità.

Quando non c’è reale giustizia allora possiamo parlare di parvenza di giustizia ossia di quella che vuole apparire come tale per ridonare la pace sociale, ma non vi riesce, perché pur servendosi degli strumenti realizzati dall’uomo per aspirare al suo raggiungimento, lo stesso uomo commette degli errori che portano a delle gravi conseguenze, ossia la condanna di innocenti, la liberazione dei colpevoli di un crimine o la mancata individuazione dei suoi autori.

Nel libro abbiamo affrontato specificamente il tema dell’errore giudiziario, dal punto di vista delle ingiuste condanne, prendendo come modello l’esperienza statunitense.



Perché l’esperienza nordamericana, che peraltro ha un sistema giudiziario differente dal nostro?


Perché loro per primi hanno studiato in maniera sistematica le diverse cause o concause responsabili della realizzazione di errori giudiziari. L’associazione statunitense Innocence Project fondata nel 1992 ha dedicato la sua attività a casi giudiziari di persone condannate in via definitiva, ma che si professavano innocenti con argomentazioni plausibili, e ha compiuto ricerche e azioni sul campo sia per individuare gli errori che erano stati commessi nei procedimenti sia per reperire nuove prove per arrivare alla riapertura dei casi stessi.

Avere una casistica tanto ampia (dal ‘92 a oggi) ci ha permesso di capire in quali ambiti del procedimento giudiziario si verificano maggiormente gli errori e quali potrebbero essere le possibili soluzioni.

La Prof.ssa Maria Gaia Pensieri 
Benché il nostro sistema processuale di Civil Law, sia differente da quello di Common Law anglosassone, resta il fatto che entrambi si avvalgono di prove tipiche e atipiche, di prove scientifiche, di tecnologie, di testimonianze, di periti e consulenti; e nel dibattimento come da noi, del contraddittorio tra le parti per arrivare a un verdetto di colpevolezza o innocenza.

Con le dovute differenziazioni che evidenziamo anche nel libro, resta invariato il nostro interesse per il lavoro di individuazione delle falle svolto da Innocence Project, durante le fasi iniziali delle indagini, gli interrogatori, le testimonianze o dovute all’apporto di pseudo scienze all’interno del processo. 


In Italia abbiamo lavori simili?


Direi di no. In Italia abbiamo iniziato solo da qualche anno a studiare le cause di errore giudiziario, per cui non possiamo avvalerci di una casistica ampia come la loro.

Quando è partito questo lavoro negli USA, l’opinione pubblica era scettica, perché riponeva una fiducia incondizionata nel sistema giudiziario americano, ritenuto infallibile e tra i più democratici al mondo.

Ma quando l’attività svolta da questa associazione ha iniziato a portare alla luce gli errori commessi, la loro attività ha ricevuto un impulso, sono state aperte altre sedi in diversi Stati degli USA e il numero di casi dubbi segnalati sono cresciuti vertiginosamente. È come se fosse stato scoperchiato un vaso di Pandora, una nuova consapevolezza si è andata via via formando nelle persone, tanto da spingere diversi Stati dove vigeva la pena di morte a sospendere le esecuzioni in attesa di nuovi sviluppi. Sono state istituite delle commissioni d’inchiesta e sono state svolte delle verifiche sulle attività di alcuni consulenti delle Procure, insomma tutta una serie di interventi per correggere tutto ciò che risultava necessario per un adeguato svolgimento dei processi e per fornire maggiori garanzie agli imputati.



Quindi secondo lei  qual è la situazione degli errori giudiziari nel nostro Paese?


Questo non lo sappiamo, ma possiamo partire dal lavoro svolto negli Stati Uniti e da quello che abbiamo descritto nel nostro libro per iniziare a ragionare sui nostri possibili errori.

Sicuramente, e lo posso affermare senza correre il rischio di smentite, la lentezza del nostro sistema giudiziario contribuisce in modo concreto al verificarsi di errori giudiziari. Pensi al largo ricorso che facciamo della carcerazione preventiva: un imputato attende molti anni la conclusione dei processi che lo riguardano per poi uscirne magari scagionato con formula piena, e questo già ci dovrebbe far comprendere che qualcosa nel nostro sistema non funziona. Non possiamo parlare di errore giudiziario nella vera accezione del termine, perché canonicamente l’errore si compie quando c’è una sentenza definitiva e poi a seguito di una revisione processuale il condannato viene riconosciuto innocente, ma chiamiamo pure questo errato coinvolgimento come vogliamo, resta comunque il fatto che delle persone vengono invischiate in procedimenti giudiziari per uscirne pulite dopo molti anni; è facile comprendere che la loro vita non sarà più la stessa e, mi creda tutto ciò purtroppo, potrebbe accadere a ognuno di noi. 

L’acquisizione tardiva di testimonianze, l’escussione di testi ad anni di distanza dai fatti, la durata eccessiva dei diversi gradi processuali: se da una parte sembrano garantire proprio la correttezza del giudizio, dall’altra risentono di tutta una serie di interferenze dovute proprio al tempo trascorso.




Può spiegarci meglio cosa intende?


Per esempio ascoltare il possibile testimone di un reato molto tempo dopo i fatti può aumentare il rischio che il ricordo non sia più nitido o puro, risentendo dell’influenza mediatica sul caso o dell’interferenza del racconto di altri.

Dando per assunto che il testimone sia in buona fede, sull’attendibilità della testimonianza influiscono diverse variabili. Se consideriamo che nel nostro sistema alla testimonianza è riservato un notevole peso processuale, e mentre parliamo mi vengono in mente alcuni di casi recenti, possiamo inferire che se non ci si avvale di studi psicologici sul tema, se non si ricorre a tecniche di interrogatorio adeguate, se non si riducono i tempi processuali come richiesto anche dalla Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) che ci ha più volte condannato per le lungaggini, aumenta sicuramente la possibilità di commettere degli errori, con conseguenze devastanti per chi viene ingiustamente condannato.

Ritornando al titolo, abbiamo utilizzato il termine “falsa” perché anche le vittime di un reato e le loro famiglie sicuramente non possono trarre conforto dalla condanna di un colpevole qualsiasi; loro e la società tutta hanno bisogno di una vera giustizia. 



Avete portato esempi concreti nel vostro libro?


Abbiamo parlato di casi americani e italiani risolti dopo la revisione. Come dicevo, in Italia non abbiamo una statistica relativa alle categorie di errori commessi, ma partire dai casi nazionali risolti permetterebbe anche al nostro Paese di iniziare un lavoro di questo tipo. Questo è stato fatto da Innocence Project e i dati ci dicono che l’errata testimonianza, ma anche l’erroneo riconoscimento di un reo, sono ai primi posti nella classifica degli errori. 

Va detto che in genere a un verdetto sbagliato si arriva per una serie di concause, e aggiungerei anche che la fase iniziale investigativa si rivela determinante per poter arrivare a un giudizio che porti alla condanna dei veri responsabili di un crimine.




Le indagini in effetti sono una parte importante, ma se vi si commettessero degli errori ciò emergerebbe nel processo, giusto?


Nel dibattimento dovrebbero emergere gli eventuali errori, il contraddittorio dovrebbe proprio avere questo ruolo. Le operazioni probatorie nei momenti dell’ammissione, dell’assunzione e della valutazione, dovrebbero utilizzare gli strumenti di conoscenza attinti dalla scienza e dalla tecnica e a principi e metodologie scientifiche che resistono al criterio di falsificazione, oltre che avvalersi delle comprovate competenze degli esperti che le impiegano. Però anche la fase investigativa, peraltro inizialmente operata esclusivamente dalla polizia giudiziaria su incarico del magistrato che conduce le indagini, può nascondere delle insidie che possono rimanere celate anche in sede processuale. Per esempio mi vengono in mente errori durante le fasi di repertamento dove possono avvenire delle contaminazioni, oppure una cattiva conservazione delle fonti di prova che può portare a un loro decadimento informativo. Questo parlando degli accertamenti tecnici, mentre per quanto riguarda le indagini cosiddette tradizionali un errore potrebbe essere quello dell’innamoramento per una tesi e una visione a tunnel che portano ad escludere altre piste possibili, perdendo nelle fasi iniziali alcuni elementi utili che non saranno più recuperabili in quelle successive inficiando per sempre la buona riuscita di un caso.


Oggi si parla sempre di più della prova del Dna nei processi, ma possono essere realmente attendibili per la soluzione dei casi?


Il Dna può essere decisamente attendibile perché la percentuale di errore, cioè la possibilità che quel DNA coincida con quello di più persone, oltretutto tutte presenti sul locus commissi delicti, è veramente prossima allo zero.

Su tutte le prove tecnico-scientifiche grava sempre una percentuale variabile di rischio, perché c’è sempre la mano dell’uomo a operare; quello che oggi è veramente importante comprendere è che per abbattere la percentuale di errore è necessario operare seguendo standard certificati, protocolli operativi, procedure codificate, linee guida pubblicate da scienziati di una determinata disciplina forense e che devono essere applicate da tutti coloro che entrano a vario titolo come esperti forensi nel procedimento giudiziario; solo così possiamo sperare di abbattere il rischio di commettere errori.



Ci può fare un esempio di un caso trattato nel libro?


Abbiamo riportato diversi casi di processi di revisione instaurati negli USA che alla loro conclusione hanno portato a scagionare i condannati a pene molto gravose, al carcere a vita o addirittura alla pena capitale.

I casi citati erano tutti accomunati da due elementi: proponevano l’analisi dei bitemark - segni di morso - presenti sulle vittime, e l’altro elemento in comune era sempre lo stesso consulente della Procura.

Ebbene durante i differenti processi di revisione emerse che il consulente non aveva nessuna specializzazione per dichiararsi esperto in questo campo specifico, e che la Procura si era affidata a lui giudicandolo esperto sulla base dei precedenti incarichi. 

Ma, mentre il DNA lasciato su una vittima dall’autore del morso è una scienza esatta, così non è per i segni di morso i quali non possono essere utilizzati per indentificare in modo univoco l’autore; questo perché i segni impressi sui tessuti subiscono delle modificazioni dovuti al trascorrere del tempo, la stessa dentatura dell’autore col tempo subisce delle trasformazioni variando il suo aspetto; pertanto da queste brevi considerazioni si comprende come l’analisi dei segni di morso da sola non sia attendibile per l’identificazione di un reo.

Nel libro abbiamo riportato diversi casi reali dove si evidenziano le differenti tipologie di errori commessi che hanno portato a delle erronee condanne, sperando così di rendere più scorrevole e interessante la lettura.



Il libro
La falsa giustizia La genesi degli errori giudiziari e come prevenirli
di: Garofano Luciano Pensieri Maria Gaia
Prefazione di Manfredi Mattei Filo della Torre
Introduzione di Baldassare Lauria
Autori: Luciano Garofano, Maria Gaia Pensieri

martedì 23 luglio 2019

L'UNIVERSITÀ POPOLARE DEGLI STUDI DI MILANO AL CONGRESSO MONDIALE DELLO IHALM

Presso l’aula magna dell’università di Roma “La Sapienza” e presso presso la UNINT, l’Università internazionale di Roma, si è tenuto la 34º edizione del congresso mondiale dello IHALM, dal 21 al 26 Luglio.


MAGGIORI INFORMAZIONI ALLA PAGINA DELL'UNIVERSITÀ

Ogni due anni il Congresso dello IHALM, di matrice fortemente criminologica, affronta sotto molteplici punti di vista es attraverso sessioni articolate e afferenti ad aree tematiche e specialistiche, i temi riguardanti lo studio del crimine dal punto di vista giuridico e medico.

Sono chiamati dalle più importanti Università ed enti di ricerca i maggiori esperti mondiali della criminologia di matrice giuridica e medica provenienti dall’accademia e dalle professioni, nonché di tutti i settori afferenti alla criminologia:dagli Stati Uniti all’Australia, dal Giappone alla Francia passando per l’Africa, America e l’Europa e naturalmente l’Italia quale centro di eccellenza.

Il Rettore Magnifico dell’Università Popolare degli studi di Milano, il Prof. Avv. Giovanni Neri, titolare della cattedra di Criminologia e Sistema Penale “Cesare Lombriso”, ha partecipato in qualità di esperto qualificato nonché quale componente del comitato organizzativo per l’edizione italiana di questo grandioso evento, ospitato ogni due anni nelle maggiori città del pianeta e che può essere considerato il più importante incontro mondiale riguardante le scienze criminologiche.

Il nostro Magnifico Rettore, ha inoltre premiato il Presidente Onorario dello IHALM, Professor David Westubb, per contributi resi da quest’ultimo nella ricerca scientifica criminologica di area giuridica. 

domenica 16 giugno 2019

Università Popolare di Milano: come studiare senza frequentare

Da alcuni anni ci si può laureare senza frequentare corsi in aula, semplicemtente restando a casa o seguendo le lezioni quando si è in viaggio grazie alle università telematiche, italiane o internazionali. Abbiamo chiesto alla segreteria dell'Università Popolare di Milano, Università internazionale, di spiegarci i meccanismi di questi servizi. Normalmente gli studenti che escono dal liceo ignorano le lauree telematiche, che invece sono particolarmente apprezzate da coloro intendono prendere una seconda laurea o intendano laurearsi dopo i 30 anni.

università telematica

Cos’è un’università telematica? Si tratta di istituto di istruzione superiore di livello universitario in cui è possibile frequentare a distanza i corsi per potere poi ottenere dei titoli ufficialmente riconosciuti dallo Stato. Viene richiesta la presenza fisica in una delle sedi delle università telematiche solamente durante gli esami e della discussione della tesi, dato che la legge prevede l’istituzione di una commissione competente per la materia della quale di sostiene l’esame o si discute la tesi di laurea.



Normalmente un corso di laurea online prevede una serie di videoconferenze disponibili online sulle piattaforme delle singole università, a cui si aggiungono i materiali di studio disponibili online. Ciò consente di superare la scansione del calendario accademico previsto dalle università tradizionali, consentendo di iscriversi e frequentare i corsi in qualunque momento. Per chi decide di frequentare un corso di studi in una università telematica, è necessario compiere una serie di valutazioni: il corso di laurea è presente nell’università selezionata? Quali sono i costi? Dove sono le sedi e quali sono i costi da sostenere per arrivarvi? Dato che gli esami sono da sostenere di persona, è necessario prevedere le spese per andare nella sede più vicina in cui è possibile l’esame. Inoltre l’assenza di un contatto visivo fra allievo e professore potrebbe non consigliare l’iscrizione a chi invece necessita di studiare assieme ad altre persone.

Come ci si iscrive a un’università telematica?

Prerequisito fondamentale per effettuare l’iscrizione in una università telematica è quello di essere in possesso di un diploma di scuola superiore o un titolo equipollente. Normalmente le iscrizioni sono aperte tutto l’anno, e possono essere effettuate online, compilando la domanda con tutti i dati richiesti: dati anagrafici, indirizzi e recapiti telefonici, il titolo di studi, corso di laurea scelto e così via. In gran parte delle università telematiche è possibile anche inviare l’iscrizione via posta, o recarsi in una delle sedi dell’università e farsi aiutare dal personale universitario.

I documenti necessari sono:
  • domanda di iscrizione e immatricolazione
  • ricevuta della retta di iscrizione (la prima rata)
  • due fototessere
  • fotocopia del documento di identità
  • fotocopia del codice fiscale
  • diploma originale di scuola media superiore o copia conforme
Se la documentazione sarà incompleta la domanda di iscrizione non verrà accettata. L’avvenuta immatricolazione verrà comunicata via e-mail, e successivamente verranno comunicate le credenziali per l’accesso alla piattaforma e-learning dell’università scelta.

Quali sono i pro e i contro di un’università telematica?
L’aspetto principale delle università telematiche è il loro essere fruibili in qualunque momento e da qualunque dispositivo, a patto di avere una connessione internet. Si tratta della soluzione perfetta per chi lavora e vuole migliorare le proprie aspettative di carriera con un titolo di studio, o per chi è fuori corso e vuole finalmente conseguire la laurea.

I pro
Come già accennato, le università telematiche propongono le lezioni dei corsi di studio su una piattaforma e-learning online, con una serie di videoconferenze che possono essere seguite in qualunque momento della giornata. Secondo quanto richiesto dalla legislazione italiana, gli esami di profitto che si tengono a fine corso vanno invece sostenuti presso la sede universitaria di riferimento. Contrariamente a quanto si possa immaginare, non sono più facili rispetto agli esami di profitto che si sostengono in una università tradizionale. A parte i costi relativi al trasferimento per raggiungere la sede universitaria per sostenere l’esame, non è necessario sostenere spese aggiuntive per vitto e alloggio mentre si frequentano i corsi, e il materiale necessario per sostenere l’esame è disponibile online sulla piattaforma e-learning dell’università scelta.

Università Popolare di Milano

I contro
Le tasse universitarie di una università telematica sono normalmente più alte rispetto a quelle delle università statali. Per contro, non esistono costi riguardanti vitto, alloggio e mezzi di trasporto, dato che le lezioni sono accessibili online. Un’altra differenza fondamentale rispetto alle università tradizionali è la mancanza del rapporto diretto fra colleghi, se non tramite forum. Di conseguenza, agli esami sarete con persone che non avrete mai visto, nemmeno durante le lezioni, dato che non esistono le aule. Allo stesso modo, non si vive la vita universitaria con i colleghi, dato che chi frequenta lo stesso corso si può trovare in qualunque parte del mondo.

I Costi dell'Università

I costi delle università telematiche
Per comprendere quali siano i costi di una università tradizionale e perché, complessivamente, siano più economiche, analizziamo i costi di una università tradizionale. Per iscriversi all’università si inizia a spendere a partire dalla tassa di iscrizione e la tassa regionale, per poi arrivare alla seconda rata e ai costi relativi a libri, alloggio, viaggi e così via. Le tasse universitarie inoltre variano in base all’indice Isee, che va aggiornato ogni anno, per poter calcolare la seconda rata in relazione alla propria fascia ISEE. A ciò vanno aggiunti tutti i costi accessori, come i libri di testo, i trasporti e, se si è deciso di studiare in un’altra città, anche i costi legati al vitto e all’alloggio, a partire dall’affitto di una stanza in cui dormire.

Le università telematiche al contrario prevedono il pagamento delle rette universitarie, che sono fisse e stabilite da ogni ateneo e non calcolate in base alla fascia Isee, ma ci sono dei costi fissi stabiliti da ogni singolo ateneo. I costi variano fra i 1.400 euro e i circa 5.000 euro dell’università telematica più cara. A queste si aggiungono, come per le università tradizionali, anche la tassa regionale, che si aggira intorno alle 140 euro, e la tassa della sede d’esame (circa 150 euro annui), che però non è prevista da tutte le università online. Le spese legate al materiale didattico sono invece nulle, in quanto sono comprese nelle rette annue: dispense e appunti sono infatti disponibili sul portale dell’università e scaricabili online. Vengono pressoché eliminate le spese dei trasporti e di vitto e alloggio, dato che è necessario recarsi in sede solamente per gli esami e le lezioni possono essere frequentate in qualunque momento.

Sommando tutte le varie voci di spesa, le università telematiche risultano essere più economiche, specialmente per coloro che studiano fuorisede, anche nei casi in cui la retta richiesta sia più alta. Esattamente come nelle università tradizionali, è possibile ottenere alcune agevolazioni e la riduzione delle tasse. Normalmente sono disponibili riduzioni delle tasse universitarie per le famiglie con più figli iscritti, per i portatori di handicap con invalidità riconosciuta tra il 40% e il 66%. Per coloro che invece hanno un’invalidità riconosciuta superiore al 66% in alcuni atenei è previsto l’esonero totale dalle tasse. Esistono inoltre agevolazioni economiche per studenti meritevoli e coloro che presentano nuovi iscritti.

Per poter accedere alle riduzioni, è necessario consultare i bandi e le scadenze pubblicate sul sito dell’università a cui si ha intenzione di iscriversi, dato che le tempistiche entro cui inviare le richieste e le documentazioni sono gestite in autonomia da ogni singola università.



La prima cosa da fare per essere esonerati dal pagamento delle rate universitarie è stare attenti a bandi e scadenze pubblicati sul sito della propria università. Infatti, ogni Ateneo gestisce autonomamente le tempistiche entro cui occorre presentare richieste e documentazioni e i vari bandi di concorso da cui dipende l’assegnazione della borsa di studio. Per sicurezza, conviene sentire la segreteria dell’università, per avere tutte le informazioni necessarie anche sui documenti da presentare.

È possibile ottenere un esonero parziale o totale dal pagamento delle rate universitarie presentando la richiesta compilando i moduli presenti sul sito web dell’università di riferimento. Per ottenere una riduzione delle tasse per motivazioni di reddito è necessario presentare il modello ISEE, che determinerà l’inserimento in una delle diverse fasce di reddito e di conseguenza se si ha diritto a una riduzione o meno. È possibile anche richiedere una borsa di studio, con l’inserimento all’interno di una graduatoria, che decreterà se si sarà vincitori, idonei non beneficiari o non idonei. Per coloro che si iscrivono al primo anno, le borse di studio saranno erogate solo in base al reddito, mentre dal secondo anno sarà preso in considerazione anche il merito.

Le borse di studio per merito sono basate, oltre che per il reddito personale, sulla media, il numero degli esami sostenuti e i crediti formativi universitari acquisiti. Per chi all’esame di maturità aveva totalizzato 100 centesimi, la tassa di iscrizione, vale a dire la prima rata, non sarà da pagare.
Gli studenti che presentano un’invalidità pari o superiore al 66% sono esonerati dal pagamento delle tasse universitarie, e coloro che hanno un’invalidità inferiore possono, a seconda dei singoli atenei, ottenere delle agevolazioni, come l’esonero parziale o totale dalle rate o riduzione di alcune spese universitarie.

Storia delle università telematiche

Storia delle università telematiche

Il 2003 è l’anno di nascita delle università telematiche, istituite con il decreto ministeriale che regolava i «Criteri e le procedure di accreditamento dei corsi di studio a distanza». Le università telematiche, secondo tale decreto, sono istituti di istruzione superiore di livello universitario abilitati per legge a rilasciare titoli accademici) dalle lauree ai master fino ai dottorati di ricerca) di valore legale, con modalità di insegnamento a distanza, basate sulle nuove tecnologie telematiche, sfruttando la rete internet per la diffusione delle lezioni e della formazione. L’aspetto principale delle polemiche relativo alle università telematiche è quello legato all’erogazione di titoli di studio con lo stesso valore legale di quelli erogati dalle università tradizionali. Le polemiche principali sono legate alle difficolta che, secondo i detrattori, le università telematiche avrebbero nel garantire le reali esigenze degli studenti, per via della ridotta quantità di docenti rispetto alle università tradizionali e dell’assenza, in certi casi, di strutture a cui gli studenti possono fare riferimento per sostenere gli esami. In occasione del decennale della nascita delle università telematiche, il governo Letta, tramite il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha varato un decreto che fissa i requisiti minimi di docenza per attivare e accreditare i corsi di laurea nelle università italiane.

Quali sono le università telematiche riconosciute dal MIUR?

Al momento sono 11 le università telematiche riconosciute dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca:

Pegaso Università Telematica
Sono disponibili corsi di laurea in 6 facoltà: Economia, Giurisprudenza, Ingegneria, Scienze Motorie, Scienze Turistiche e Scienze Umanistiche, oltre ai Master di II livello, corsi di alta formazione e di perfezionamento.
Università San Raffaele
Sono disponibili corsi di laurea in 4 facoltà: Agraria, Architettura e Design Industriale, Giurisprudenza e Scienze Motorie, oltre ai Master di I e II livello. Le lezioni online sono integrate da seminari e ore di laboratorio.
Università Mercatorum
Sono disponibili corsi di laurea in 2 facoltà: Economia e Scienze Umanistiche, oltre ai Master di II livello. Le lezioni online sono integrate con ore di attività con docenti, gruppi classe e tutor.
Università Telematica Internazionale Uninettuno
Sono disponibili corsi di laurea in 6 facoltà: Economia, Giurisprudenza, Ingegneria, Lettere-Filosofia, Psicologia e Scienze della comunicazione, oltre a corsi di specializzazione.
Università degli Studi eCampus
Sono disponibili corsi di laurea in 5 facoltà: Economia, Giurisprudenza, Ingegneria, Lettere-Filosofia e Psicologia, oltre a Master di I e II livello, corsi di specializzazione e di perfezionamento.
Università degli Studi Giustino Fortunato
Sono disponibili corsi di laurea in 3 facoltà: Economia, Giurisprudenza, Scienze e tecnologie della navigazione, oltre a Master di I livello e corsi di perfezionamento.
Università degli Studi di Roma Unitelma Sapienza
Sono disponibili corsi di laurea in 2 facoltà: Economia e Giurisprudenza, oltre a Master di I e II livello, corsi di perfezionamento e di alta formazione.
Università degli Studi Guglielmo Marconi
Sono disponibili corsi di laurea in 7 facoltà: Economia, Giurisprudenza, Ingegneria, Lettere-Filosofia, Psicologia, Scienze Politiche e Scienze Umanistiche, oltre a Master di I e II livello.
Italian University Line
Sono disponibili corsi di laurea in Scienze Umanistiche, oltre a un Master di I livello e a un corso di perfezionamento.
Università degli Studi Niccolò Cusano – Telematica Roma
Sono disponibili corsi di laurea in 6 facoltà: Economia, Giurisprudenza, Ingegneria, Psicologia, Scienze Politiche e Scienze Umanistiche, oltre a Master di I e II livello e corsi di specializzazione.
Università Leonardo Da Vinci
Sono disponibili corsi di laurea in 4 facoltà: Economia, Giurisprudenza, Psicologia e Scienze Umanistiche, oltre a Master di I livello.
Università Popolare degli Studi di Milano (internazionale) 
L’Università Popolare degli Studi di Milano è un’UNIVERSITÀ INTERNAZIONALE che eroga titoli in virtù della Convenzione di Lisbona sul riconoscimento del titolo nella Regione europea. L’Università, affiliata alla UUPN (University Of United Popular Nations) e partner delle Università di Stato di Bouakè e Ouagadougou, opera tramite Provvedimento Amministrativo Prot. 313/11 MIUR.  L'Università Popolare (internazionale) degli Studi di Milano ha voluto proprio per estrema trasparenza pubblicare tutti gli atti che confermano il riconoscimento ufficiale da parte del MIUR, e anche da parte di Albi particolari ai quali chi si laurea presso questo ente può accedere.  Li trovate qui.
Sono presenti numerosi corsi di 1° livello (laurea triennale), 2° livello (laurea magistrale), PhD e Master. Sito www.unimilano.net


Esistono corsi di laurea gratuiti?
No, tutti i corsi di laurea sono a pagamento. Esistono però i MOOC, corsi online che hanno lo scopo di fornire formazione a distanza per un gran numero di persone, che possono provenire anche da tutto il mondo. I materiali del corso sono disponibili online e l’accesso è, nella maggioranza dei casi, gratuito.
La piattaforma più nota a livello globale è Coursera, che dal 2012 a oggi ha inserito nel suo catalogo online oltre duemila corsi di alcuni tra gli atenei più prestigiosi del mondo. La maggioranza dei corsi sono a disposizione in forma totalmente gratuita, gli altri sono accessibili per un costo abbastanza irrisorio. I corsi sono proposti anche da atenei italiani come Sapienza, Bocconi e Politecnico di Milano.
Ca’ Foscari ha anche messo due corsi sulla piattaforma Eduopen, un’iniziativa finanziata dal Miur a cui aderiscono a oggi diciassette università italiane che ha raccolto oltre diciottomila iscritti (dato di aprile 2017). Tra le esperienze proposte dalle università italiane troviamo Federica.eu, il portale di Mooc dell’Università di Napoli Federico II che partecipa anche a Emma (European Multiple Mooc Aggregator), un progetto pilota di trenta mesi supportato dall’Ue che consiste nella creazione di una piattaforma aggregatrice di corsi gratuiti online (fruibili in più lingue, italiano compreso) forniti da un network composto da undici tra atenei europei e istituzioni culturali.
Anche alcune università telematiche, come Uninettuno, propongono dei MOOC in italiano, inglese e arabo; mettendo a disposizione videolezioni magistrali on-demand, digitalizzate e indicizzate, fruibili sia da PC che da smartphone e tablet, collegate ipertestualmente con materiali di approfondimento (libri e articoli, esercitazioni, slides, bibliografie, sitografie). È inoltre disponibile un ambiente collaborativo di discussione, il Forum tematico, attraverso cui è possibile confrontarsi con i colleghi rispetto ai temi trattati nelle lezioni e discutere delle esercitazioni svolte.

lunedì 6 maggio 2019

Università telematica: studiare a distanza con l'Università Popolare degli Studi di Milano

Le Università Telematiche sono istituti di formazione superiore di livello universitario che erogano corsi con modalità a distanza, prevalentemente mediante l’impiego di tecnologie di comunicazione.
Per quanto si riscontrino ancora alcuni pregiudizi, nelle università telematiche lo studio è facilitato rispetto alle università tradizionali, con modalità di fruizione e di studio totalmente diverse. Essendo telematiche, non è necessario recarsi in una sede fisica per frequentare le lezioni, ma è sufficiente registrarsi sul sito web dell’università che si è scelto di frequentare, dopo aver controllato se viene offerto il corso che si intende seguire. Le diverse università online possono offrire specializzazioni in diversi campi come, per esempio, quello legislativo oppure quello economico. È sempre possibile richiedere maggiori informazioni sia sui corsi di laurea sia sulle modalità di esame, che devono essere effettuati in una delle sedi fisiche dell’università.
L’Università Popolare degli Studi di Milano, Università di Diritto Internazionale,offre la possibilità ad adulti con impegni di lavoro (professionisti, manager, dirigenti, ecc.) di riprendere gli studi e raggiungere l’obiettivo di un titolo di studio, di laurea.
Con le università telematiche oggi il percorso universitario diventa più comodo da frequentare grazie anche al supporto dei tutor e dei docenti in teledidattica. Chiedete senza impegno informazioni dettagliate per laurearsi da adulti a 30 anni o più anche con impegni professionali o familiari.
Il percorso di studio nelle università telematiche può essere seguito in qualunque momento e in qualunque situazione ci si trovi, dato che è sufficiente connettersi alla piattaforma di e-learning dell’università scelta per seguire i corsi. Di conseguenza è possibile frequentare un corso di laurea anche lavorando e con una famiglia a carico, dato che tutti gli elementi che permettono di seguire la lezione sono presenti sul portale dell’università dove è possibile reperire tutto il materiale. Sia che si parli di appunti virtuali, ma anche di video lezioni, una volta che viene effettuata l’iscrizione sul portale si potranno sfruttare i diversi elementi multimediali che sono stati inseriti all’interno del portale. Le lezioni che compongono il corso di laurea, presenti in formato video, possono essere seguite più volte, ed è possibile anche seguire più lezioni di fila, senza dover rispettare il calendario accademico delle università tradizionali.
Nei corsi di laurea che richiedono la presenza durante le lezioni, il sistema di gestione online dei corsi è in grado di segnare automaticamente le presenze quando vengono seguite le lezioni, in modo da poter garantire la possibilità di sostenere la tesi di laurea senza alcuna preoccupazione. Come già accennato, gli esami di profitto e la tesi finale non possono essere sostenuti online, ma è necessario recarsi in una sede fisica dell’università scelta per presentarsi davanti alla commissione esaminatrice, sostenendo gli esami in modo classico, sostenendo quindi sia l’eventuale prova scritta che quella orale (ove prevista) per gli esami. È quindi importante valutare al meglio dove si trovi la sede più vicina per sostenere gli esami, e se vengono attivate delle sedi temporanee sul territorio nazionale per consentire agli studenti di sostenere gli esami senza dover effettuare lunghi spostamenti.
Uno dei vantaggi delle università telematiche è infatti il risparmio legato agli spostamenti, che in numerosi casi possono comportare affitti e utenze come luce e gas, specialmente se si sceglie di frequentare un’università lontana dalla propria abitazione. Per uno studente fuori sede infatti le spese sono particolarmente sostenute, dato che sono presenti, oltre alla tassa d’iscrizione, alla tassa regionale e all’acquisto dei libri, anche le spese legate all’affitto di una stanza in condivisione, che facilmente parte da spesa minima di 400 euro al mese. Alle spese dall’affitto bisogna aggiungere i costi delle utenze (luce, acqua, gas, internet, ecc.), i costi dei trasporti pubblici e i costi legati al cibo. Volendo fare un calcolo approssimativo, uno studente fuori sede ha, all’incirca, 600 euro di spese fisse al mese. Se a queste si aggiungono le spese fisse annuali, cioè retta universitaria e tassa regionale, arriviamo facilmente a calcolare che per ottenere una laurea fuori sede in una Università frontale, bisognerà spendere tra 700 euro 1.000 euro al mese, che possono essere risparmiati grazie alle università telematiche.
L’Università Popolare degli Studi di Milano – Università di Diritto Internazionale – è a completa disposizione per fornire informazioni sui corsi di laurea universitari e master per adulti con impegni di lavoro.

mercoledì 5 settembre 2018

Chi non conosce l’ortografia… Non sa scrivere!

Tutti nella vita almeno una volta ci siamo ritrovati a domandarci “come si scrive…?” riguardo una parola oppure un’accento o un apostrofo. Anche nella nostra Università Popolare

 
La soluzione migliore è avere con sé un bel dizionario della lingua italiana a portata di mano.

Scrivere senza errori grammaticali ed ortografici è un segno di rispetto per il tuo lettore.

La cura e l’attenzione sono essenziali, per questo è necessario revisionare sempre il testo che hai scritto che sia per il web o per la carta stampata.

Non è solo una questione di credibilità di chi scrive ma anche di accortezza per chi legge, una sorta di galateo non scritto ma che vige silenzioso nel rapporto tra scrittore e lettore. Tale legge non scritta è una consuetudine da non violare, in quanto espone a “sanzioni sociali” non indifferenti.

Pensiamo a quanti modi di dire sono stati inventati nel tempo per ridicolizzare colui che non conosce (per ignoranza e indolenza) come si scrive, ad iniziare dal famoso appellativo di “asino“, la bestia da soma presa ad esempio per indicare un equino poco studioso. Oppure pensiamo alla nota scritta sulla vecchia lavagna nera della scuola, (ormai probabilmente non più usata): “asino chi legge“. Oggi, anche per questo animale, sta nascendo un’opera di riabilitazione dal suo storico stereotipo negativo.

Non farti dare dell'”asino!”


Per evitare che qualche nostalgico ci accosti all’equino poco studioso dunque riguardiamo insieme gli errori ortografici più comuni e che insinuano momenti di dubbio nella scrittura dei nostri testi.

Insieme o separate?


Un errore molto comune è scrivere due parole che vanno insieme separate e viceversa, come nel caso di:

finora e tuttora

ne consegue che è considerato un errore scrivere fin’ora e tutt’ora!

Invece le parole per cui e d’accordo vanno rigorosamente separate, non si può scrivere percui e daccordo.

Sono da considersi validi entrambi i modi per le seguenti parole:

dopotutto o dopo tutto; peraltro o peraltro.

Apofostrofando qua e là.

L’uso dell’apostrofo è un altro tallone d’Achille per molti.

Se dico che voglio un po’ di pane metto l’apostrofo (originariamente “un poco di pane” , è il risultato di un elisione). La caduta di una vocale è segnalata da questo segno, nel caso in cui la parola successiva sia al femminile, mentre se è maschile non va usato.

Su qui e qua l’accento non va!


Questa regola imparata nel ciclo di scuole elementari è tuttora valida! Dunque abolita ogni possibilità di voler scrivere quì oppure quà provvisti di improbabili accenti.

Ricordo che, all’epoca delle elementari, per non sbagliare pensavo al nome dei nipotini di Zio Paperino, Qui Quo e Qua; alla loro pronuncia e alla scrittura senza accento! Un modo piacevole di assimilare la regola, anche se in quel caso erano nomi propri.

Il mutismo dell’H.

Ebbene la nostra amica muta, la h non viene pronunciata ma esiste! Identifica il suono duro, detto velare, prima delle vocali i, e. Ad esempio ghetto.

Segnala inoltre la distinzione con il verbo avere:

Loro hanno fame.

Era l’anno della grande carestia.

Mettici il Cuore! (con la C!)


L’etimologia ci spiega perché scriviamo cuore con c e quaderno con la q.

La prima parola deriva dal latino cor, cordis; la seconda sempre derivante dall’antica lingua viene da quaternus, i).

Un breve viaggio negli errori più comuni, di certo ce ne sono ancora tanti che mancano a questo appello, ma per il momento mi fermo qui. Ti lascio, per premiare la tua curiosità e pazienza di essere arrivato fin qui nella lettura del mio articolo (scritto apposta per te) una filastrocca di Gianni Rodari, che ha sempre amato giocare con le parole, gli accenti e la grammatica italiana.


Accento sulla A.

“O fattorino in bicicletta
dove corri con tanta fretta?”
“Corro a portare una lettera espresso
arrivata proprio adesso”.
“O fattorino, corri diritto,
nell’espresso cosa c’è scritto?”
“C’è scritto – Mamma non stare in pena
se non rientro per cena,
in prigione mi hanno messo
perché sui muri ho scritto col gesso.
Con un pezzetto di gesso in mano
ho scritto sui muri della città
“Vogliamo pace e libertà”.
Ma di una cosa mi rammento,
che sull’a non ho messo l’accento.
Perciò ti prego per favore,
va’ tu a correggere quell’errore,
e un’altra volta, mammina mia,
studierò meglio l’ortografia”.

Gianni Rodari.